Il viaggiatore attento sa che la mappa che possiede è solo una rappresentazione parziale del mondo che lo circonda.
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Sono
sono il niente, il nulla
la moltitudine della massa
la solitudine del singolo
sono un numero, una sigla
un dubbio, un perché
sono uno specchio che riflette
l'immagine di altri
sono l'acqua di un lago di montagna
una nuvola che gioca con il vento
sono una stella, sono la notte
la vittima e il carnefice
l'uomo e il dio
il tutto e il niente
sono quello che vedono i tuoi occhi
e quello che non vedono
io sono pensiero.
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Oggi ho voglia di dissertare sull'ennesimo scontro politico avvenuto ieri al senato in merito al rifinanziamento delle missioni dei nostri militari all'estero, ed in particolare del rifinanziamento della nostra missione in Afghanistan.
Cercheremo quest'oggi di dare una lettura degli avvenimenti accaduti seguendo un punto di vista particolare e partendo da una premessa fondamentale: a nessun partito e a nessun politico frega qualche cosa della politica estera in generale, dell' Afghanistan e della sorte dei nostri militari in particolare.
Mi si obietterà che questo è un punto di vista con premesse populiste e demagogiche, ma da un'attenta analisi dei fatti e con una corretta intelligenza politica (o capacità di leggere gli atti politici) non si potrà che evidenziare il fatto che, in fin dei conti, le premesse da cui siamo partiti non sono poi cosi ipoteticamente lontane da quella che può essere la realtà.
Portiamo ad esempio la votazione di ieri. Come tutti voi sapete (o dovreste sapere) attualmente il nostro sistema politico (detto bipolare) di divide in due schieramenti: centro-destra e centro-sinistra.
Penso sappiate le varie composizioni dei due schieramenti, così come penso conosciate le differenti posizioni degli schieramenti e al loro interno delle varie correnti politiche, riguardo il tema degli interventi militari e della guerra in particolare, quindi eviterò di ripeterli in questa sede, chi non conosce i fatti in oggetto è il caso che inizi a leggere un giornale ogni tanto.
Il fatto politicamente rilevante di ieri è stato che - dopo giorni in cui l'attuale compagine governativa contava e ricontava le sue truppe al fine di raggiungere il quorum senza necessità di appoggi esterni e scongiurando il pericolo dei famosi dissidendi, e dopo giorni in cui l'opposizione si dilaniava tra chi voleva cogliere il momento per far cadere il governo e chi invece delineava altre strategie politiche per ottenere il medesimo fine, ma salvaguardando l'onore e il rispetto dovuto ai nostri militari, uomini, che lo stesso centro-destra aveva provveduto a spedire in Afghanistan - alla fine si è arrivati al voto.
Il governo non è caduto, i dissidenti ci sono stati ma non hanno procurato danni gravi, la sinistra radicale ha a malincuore accettato il rifinanziamento al grido di "tutto ma mai più il centro destra al potere", l'opposizione si è spaccata, Casini leader dell'UDC vota con la compagine governativa e abbandona Lega, Forza Italia e Alleanza nazionale che si astengono quindi, come da regolamento del senato, votano contro. Tralasciando dal nostro discorso la lega, che ha sempre votato contro e che in fondo dell'esercito in quanto italiano, non è che se ne preoccupa molto, vediamo cosa è successo nel particolare nella giornata di ieri.
Forza italia e Alleanza nazionale, da sempre a favore dei militari e di ogni intervento gli amici americani ci chiedono di fare, la nostra destra, di cui ancora oggi ricordiamo gli slogan di quando ancora si chiamava MSI, ieri ha praticamente votato contro una missione militare, arroccandosi dietro la posizione della sicurezza delle nostre truppe, sicurezza che in ogni modo per loro, il governo Prodi non riuscirebbe a garantire. Già presi dallo sgomento per tale novità politica, ci voltiamo verso l'altra ala del senato e vediamo che la sinistra radicale vota a favore del rifinanziamento, la stessa sinistra di cui ancora oggi ricordiamo gli slogan declamati in piazza per la pace e contro la guerra.
E' a questo punto che dentro di me nasce un pensiero. Certo, la mia privilegiata vita da eremita sociale mi permette di divagare, teorizzare, immaginare realtà fantapolitiche improbabili, ma inutilmente, nonostante i numerosi tentativi di censurare la mia mente il pensiero nascente prendeva piano piano forma.
Ma se la sinistra radicale avesse votato contro, cosa sarebbe successo? Provo a fare velocemente due calcoli, il rifinanziamento è passato con 180 sì, 132 no e 2 astenuti, se non sbaglio Rifondazione ha al senato 27 seggi, mh... 11 tra comunisti italiani e verdi... 2 + 2 fa 4... e i nostri ragazzi sarebbero tornati a casa, nonostante l'intervento di Casini (e di nostra madre chiesa).
Certo la mia è fanta-politica, la sinistra radicale che vota con gli ex-fascisti e parte degli ex-democristiani e craxiani, che vota contro un governo amico di cui fa parte e di cui sarebbe causa della caduta e tutto per far finire una guerra.
Politicamente sappiamo tutti che sarebbe una pazzia, un suicido politico, per una nobile causa certo, ma sarebbe una vittoria di pirro. Quindi tranquilli compagni, siamo tutti amaramente coscienti delle nostre percentuali, quindi allunghiamo gli orizzonti, alziamo gli sguardi e cerchiamo di andare avanti. I militari - da parte mia - rimangono sempre dei lavoratori con madri figli e sorelle che aspettano che i loro cari ritornino sani e salvi dal lavoro, e non vorrei mai ritrovare i loro nomi nella lunga lista che ogni giorno ci tocca aggiornare riguardo le famose morti bianche. Parliamoci chiaro, lo stato, cioè noi paghiamo della gente perché esegua, anche al costo della propria vita, gli ordini che gli diamo, quindi non confondiamo tra un lavoratore subordinato e chi invece ordina.
Comunque tra noi bisogna essere chiari compagni, avremo potuto farli tornare e per tornaconto politico non l'abbiamo fatto.
Così come non siamo stati sorpresi dall'avvicinamento di Casini, sappiamo che non l'ha fatto per noi, non possiamo non dirci sorpresi dal comportamento di Forza Italia e Alleanza Nazionale.
Mi si dirà che è un errore politico, un maldestro tentativo di far cadere il governo, tentativo magari fallito dalla defezione di Casini. Ma tutti sappiamo che non è così. Se li so fare io i conti, li sanno fare anche Berlusconi e Fini, di questo ne sono sicuro, così come sono sicuro che c'è un tentativo in atto di far cadere il governo sulla questione Afghanistan, ma di certo non al senato e né nella giornata di ieri.
In fondo, in quella terra lontana, l'inverno sta passando, gli animi si stanno scaldando, i ribelli si stanno riorganizzando e i nostri generali si stanno preoccupando. E qui che il mio pensiero si fa drammatico: se in quello scenario così caotico dovesse succedere il peggio? Sento già i telepredicatori adulare le folle al grido di "l'avevamo detto noi che non era sicuro e dovevamo ritirarci".
Ci troveremo allora nella kafkiana situazione di una sinistra radicale pacifista accusata dalla destra (che noi consideriamo guerrafondaia) e che da sempre ha combattuto per finanziare le nostre missioni militari, di aver contribuito alla morte dei nostri ragazzi.
In questo scenario naturalmente al centro si ricombatterebbe dietro lo scudo del ricatto degli estremi, Berlusconi ne uscirebbe appagato, Prodi distrutto e il Paese ritroverebbe la vera e vecchia DC.
A questo punto mi si potrebbe obiettare che ancora non ho chiarito la mia provocatoria premessa iniziale: "a nessuno frega niente dell' Afghanistan", ma se ancora avete qualche dubbio in merito forse non ho esposto chiaramente i fatti.
Quindi cercherò di ricapitolare in poche righe: la sinistra-radicale non vuole gli interventi militari ma non la ferma, la destra vuole gli interventi militari ma vota per fermarli anche sapendo che non potrà aver successo e il centro naturalmente - troppo impegnato a capire su quale poltrona dovrà sedersi per potersi preoccupare dell' Afghanistan - lui va dove la Nato e la nostra santa madre chiesa gli dice di andare.
L'unica cosa che rimane di tutta questa storia è comunque che i nostri sono lì, sperando che i loro generali siano diversi dai nostri politici e che magari mostrino un po' più di attaccamento alla sorte dei nostri soldati, perché sappiamo tutti che in terra afghana l'intelligenza politica non serve a salvarti la vita e la neve comincia a sciogliersi.
Babbo natale non esiste
dio non parla con noi
e domani potresti non svegliarti
solo nella piena consapevolezza
puoi trovare la forza di gioire
la schietta bellezza della vita
o puoi rimanere addormentato
godendo di dorate
e inutili illusioni
bloccato tra il respirare
e il non sapere vivere
mentre il mondo intorno
continua a girare
nonostante me
nonostante te
La formica e la cicala
(dedicato all'onorevole Follini)
Era un giorno di novembre, pioveva. La vita all'interno del formicaio proseguiva operosa, come sempre, non curante del gelo che imperversava fuori dal loro nido.
Si erano preparate a questo, lavorando tutta un'estate a ritmi massacranti per la paura di non fare in tempo, di non essere pronte per l'arrivo dell'inverno.
Perché lo sapevano oramai da tanto tempo, non importa quanto caldo può fare in estate e quanto cibo si possa trovare in giro, prima o poi arriva l'inverno e se non sei pronto, sei morto.
E allora giù, lavora, lavora, fatica, fatica, coordina, coopera, tira trascina, spingi. Tutto il giorno cosi, fino a morirci sotto, che quando torni a casa sei uno straccio.
Ma non conta, l'importante è accumulare, prepararsi all'inverno e non importa se poi tu personalmente non lo vedrai, perché ci sei rimasto sotto a quel lavoro, non importa, la società andrà avanti, mangeranno i tuoi figli, tua moglie e continueranno a lavorare come sempre, per ripetere il ciclo.
Però che soddisfazione, in questo giorno piovoso di novembre, in fondo tutta questa fatica ne valeva la pena, ora stai qua, chiuso nel tuo caldo formicaio con la pancia piena e la cantina rifornita, il televisore al plasma e il caminetto acceso che ti scalda mentre ti godi la noia fregandotene del gelo che fa fuori.Ma la caratteristica dei giorni piovosi di novembre è quella che c'è sempre qualcuno che bussa ad una porta.E questo giorno, questo mese, piovoso, questo formicaio, non poteva sfuggire a tale legge. La formichina, lo sapeva bene. Sapeva che ad ogni inverno, qualcuno bussa alla sua porta, ma anche in questo si era preparata.Negli anni aveva imparato che chi bussa a una porta in un freddo e piovoso giorno di novembre altro non cerca che un po’ di calore dal gelo che fa fuori.Si, è vero, a volte, oltre al calore, taluni cercavano anche qualcosa da mangiare e non mancava occasione che cercassero di approfittare delle dispense cosi faticosamente accumulate. Ma la formichina negli anni aveva imparato che l’inverno e la fame vanno di pari passo, quasi come novembre e i giorni di pioggia, da sempre inesorabili compagni.
Anno dopo anno erano passati un po’ tutti a chiedere ospitalità, a bussare a quella porta, ma anno dopo anno la formichina aveva imparato ad affrontarli.
Il calore del formicaio e l’abbondanza delle dispense erano frutto di un duro lavoro e non poteva essere spartito con chi quel lavoro non l’aveva eseguito.
Aveva visto, negli anni, api operose venire a pregarle per un po’ di cibo, farfalle imbellettate, scarabei saltimbanchi, millepiedi nevrotici, tutti a bussare.
Senti che casino che fanno. Ma basta, andate a casa, quì non c’è niente per voi, che ognuno badi a se stesso, no tu no farfallina, tu aspetta, che qualcosa per una bella farfallina c’è sempre, che non sia mai si dica che in questo formicaio manca l’ospitalità e non ci si prodiga verso chi a bisogno.
Negli anni, erano passati tutti, ma proprio tutti. Ma ormai era diventata un abitudine e per la formichina, un bel diversivo con cui aspettare la vigilia di natale, con la neve i doni e la cantina gonfia come deve essere un buon formicaio.
Forse è per questo che si dice un gran bene delle formiche, che sono operose, che sono socialmente impegnate, che sono parsimoniose e che in fondo si sanno anche divertire.
E fu in quel momento che qualcuno bussò alla porta.
Novembre
Freddo
Giorno di pioggia
Qualcuno che bussa alla porta.
I segni dell’inverno non cambiano mai
La formichina si alzò ed andò ad aprire.
“Tu, tu proprio tu” sobbalzò non appena aperto.
Con quale faccia, con quale pudore aveva potuto farlo?
In tutti questi anni non era mai successo, una cosa così non si era mai vista.
Una cicala che bussa alla porta di una formica.
Ma dai, ma almeno provate a salvare la faccia, ma siate serie, voi cicale.
Con tutto quello che si dice su di voi, credevamo non veniste più a bussare alla nostra porta.
Sempre là a cantare e a menarcela d’estate e poi d’inverno a mori’ de fame.
Ma con che faccia ti presenti………
“AHOOO! A COSA…” interruppe la cicala.
“Primo: è ora che la fate finita d’anna’ in giro a racconta’ na marea de’ cazzate su come voi siete brave e come noi cicale siamo barbone, che prima de dì certe cose ve dovreste nforma’.
Che poi rovinate ‘a reputazione ae persone. Che lo dovete da di’ che su sta’ cazzo de tera ce semo venute prima noi de voi e , visto che ve damo ‘na cinquantina de mijioni de anni sull’evoluzione, voi, brutte stronze de formiche, c’avete solo da impara’ da noi su come se sta’ ar monno.
Secondo: la dovete fa’ finita de accumula’ tutta sta monnezza ner cortile. SO TRE ANNI CHE L’INVERNO NUN VIE PIU’! E’ novembre, ce so’ 35 gradi all’ombra e stamo tutti a fa’ surf sulla spiaggia.
E tutta quella puzza de cibo marcio che vjiè dalla vostre cantine nun se po’ più regge.
Tre: AHOOO! SVEJIAAAA, vedete da usci’ ogni tanto dal formicaio…. Che qui fori, er monno, cambia”.
Ogni storia una morale, e anche questa non può non averla.
Qual è ??
Che sia inverno o che sia estate sta sicuro che prima o poi busseranno alla tua porta
Tu aprirai
Ma non sempre potrai richiudere.