Il viaggiatore attento sa che la mappa che possiede è solo una rappresentazione parziale del mondo che lo circonda.

Eccomi

Utente: viaggiatore69
Sono sono il niente, il nulla la moltitudine della massa la solitudine del singolo sono un numero, una sigla un dubbio, un perché sono uno specchio che riflette l'immagine di altri sono l'acqua di un lago di montagna una nuvola che gioca con il vento sono una stella, sono la notte la vittima e il carnefice l'uomo e il dio il tutto e il niente sono quello che vedono i tuoi occhi e quello che non vedono io sono pensiero.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Archivio

oggi
febbraio 2009
marzo 2007
dicembre 2006
novembre 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
luglio 2005
giugno 2005

Feeds

  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

mercoledì, 28 marzo 2007

Oggi ho voglia di dissertare sull'ennesimo scontro politico avvenuto ieri al senato in merito al rifinanziamento delle missioni dei nostri militari all'estero, ed in particolare del rifinanziamento della nostra missione in Afghanistan.
Cercheremo quest'oggi di dare una lettura degli avvenimenti accaduti seguendo un punto di vista particolare e partendo da una premessa fondamentale: a nessun partito e a nessun politico frega qualche cosa della politica estera in generale, dell' Afghanistan e della sorte dei nostri militari in particolare.
Mi si obietterà che questo è un punto di vista con premesse populiste e demagogiche, ma da un'attenta analisi dei fatti e con una corretta intelligenza politica (o capacità di leggere gli atti politici) non si potrà che evidenziare il fatto che, in fin dei conti, le premesse da cui siamo partiti non sono poi cosi ipoteticamente lontane da quella che può essere la realtà.
Portiamo ad esempio la votazione di ieri. Come tutti voi sapete (o dovreste sapere) attualmente il nostro sistema politico (detto bipolare) di divide in due schieramenti: centro-destra e centro-sinistra.
Penso sappiate le varie composizioni dei due schieramenti, così come penso conosciate le differenti posizioni degli schieramenti e al loro interno delle varie correnti politiche, riguardo il tema degli interventi militari e della guerra in particolare, quindi eviterò di ripeterli in questa sede, chi non conosce i fatti in oggetto è il caso che inizi a leggere un giornale ogni tanto.
Il fatto politicamente rilevante di ieri è stato che - dopo giorni in cui l'attuale compagine governativa contava e ricontava le sue truppe al fine di raggiungere il quorum senza necessità di appoggi esterni e scongiurando il pericolo dei famosi dissidendi, e dopo giorni in cui l'opposizione si  dilaniava tra chi voleva cogliere il momento per far cadere il governo e chi invece delineava altre strategie politiche per ottenere il medesimo fine, ma salvaguardando l'onore e il rispetto dovuto ai nostri militari, uomini, che lo stesso centro-destra aveva provveduto a spedire in Afghanistan - alla fine si è arrivati al voto.
Il governo non è caduto, i dissidenti ci sono stati ma non hanno procurato danni gravi, la sinistra radicale ha a malincuore accettato il rifinanziamento al grido di "tutto ma mai più il centro destra al potere", l'opposizione si è spaccata, Casini leader dell'UDC vota con la compagine governativa e abbandona Lega, Forza Italia e Alleanza nazionale che si astengono quindi, come da regolamento del senato, votano contro. Tralasciando dal nostro discorso la lega, che ha sempre votato contro e che in fondo dell'esercito in quanto italiano, non è che se ne preoccupa molto, vediamo cosa è successo nel particolare nella giornata di ieri.
Forza italia e Alleanza nazionale, da sempre a favore dei militari e di ogni intervento gli amici americani ci chiedono di fare, la nostra destra, di cui ancora oggi ricordiamo gli slogan di quando ancora si chiamava MSI, ieri ha praticamente votato contro una missione militare, arroccandosi dietro la posizione della sicurezza delle nostre truppe, sicurezza che in ogni modo per loro, il governo Prodi non riuscirebbe a garantire. Già presi dallo sgomento per tale novità politica, ci voltiamo verso l'altra ala del senato e vediamo che la sinistra radicale vota a favore del rifinanziamento, la stessa sinistra di cui ancora oggi ricordiamo gli slogan declamati in piazza per la pace e contro la guerra.
E' a questo punto che dentro di me nasce un pensiero. Certo, la mia privilegiata vita da eremita sociale mi permette di divagare, teorizzare, immaginare realtà fantapolitiche improbabili, ma inutilmente, nonostante i numerosi tentativi di censurare la mia mente il pensiero nascente prendeva piano piano forma.
Ma se la sinistra radicale avesse votato contro, cosa sarebbe successo? Provo a fare velocemente due calcoli, il rifinanziamento è passato con 180 sì, 132 no e 2 astenuti, se non sbaglio Rifondazione ha al senato 27 seggi, mh... 11 tra comunisti italiani e verdi... 2 + 2 fa 4... e i nostri ragazzi sarebbero tornati a casa, nonostante l'intervento di Casini (e di nostra madre chiesa).
Certo la mia è fanta-politica, la sinistra radicale che vota con gli ex-fascisti e parte degli ex-democristiani e craxiani, che vota contro un governo amico di cui fa parte e di cui sarebbe causa della caduta e tutto per far finire una guerra.
Politicamente sappiamo tutti che sarebbe una pazzia, un suicido politico, per una nobile causa certo, ma sarebbe una vittoria di pirro. Quindi tranquilli compagni, siamo tutti amaramente coscienti delle nostre percentuali, quindi allunghiamo gli orizzonti, alziamo gli sguardi e cerchiamo di andare avanti. I militari - da parte mia - rimangono sempre dei lavoratori con madri figli e sorelle che aspettano che i loro cari ritornino sani e salvi dal lavoro, e non vorrei mai ritrovare i loro nomi nella lunga lista che ogni giorno ci tocca aggiornare riguardo le famose morti bianche. Parliamoci chiaro, lo stato, cioè noi paghiamo della gente perché esegua, anche al costo della propria vita, gli ordini che gli diamo, quindi non confondiamo tra un lavoratore subordinato e chi invece ordina.
Comunque tra noi bisogna essere chiari compagni, avremo potuto farli tornare e per tornaconto politico non l'abbiamo fatto.
Così come non siamo stati sorpresi dall'avvicinamento di Casini, sappiamo che non l'ha fatto per noi, non possiamo non dirci sorpresi dal comportamento di Forza Italia e Alleanza Nazionale.
Mi si dirà che è un errore politico, un maldestro tentativo di far cadere il governo, tentativo magari fallito dalla defezione di Casini. Ma tutti sappiamo che non è così. Se li so fare io i conti, li sanno fare anche Berlusconi e Fini, di questo ne sono sicuro, così come sono sicuro che c'è un tentativo in atto di far cadere il governo sulla questione Afghanistan, ma di certo non al senato e né nella giornata di ieri.
In fondo, in quella terra lontana, l'inverno sta passando, gli animi si stanno scaldando, i ribelli si stanno riorganizzando e i nostri generali si stanno preoccupando. E qui che il mio pensiero si fa drammatico: se in quello scenario così caotico dovesse succedere il peggio? Sento già i telepredicatori adulare le folle al grido di "l'avevamo detto noi che non era sicuro e dovevamo ritirarci".
Ci troveremo allora nella kafkiana situazione di una sinistra radicale pacifista accusata dalla destra (che noi consideriamo guerrafondaia) e che da sempre ha combattuto per finanziare le nostre missioni militari, di aver contribuito alla morte dei nostri ragazzi.
In questo scenario naturalmente al centro si ricombatterebbe dietro lo scudo del ricatto degli estremi, Berlusconi ne uscirebbe appagato, Prodi distrutto e il Paese ritroverebbe la vera e vecchia DC.
A questo punto mi si potrebbe obiettare che ancora non ho chiarito la mia provocatoria premessa iniziale: "a nessuno frega niente dell' Afghanistan", ma se ancora avete qualche dubbio in merito forse non ho esposto chiaramente i fatti.
Quindi cercherò di ricapitolare in poche righe: la sinistra-radicale non vuole gli interventi militari ma non la ferma, la destra vuole gli interventi militari ma vota per fermarli anche sapendo che non potrà aver successo e il centro naturalmente - troppo impegnato a capire su quale poltrona dovrà sedersi per potersi preoccupare dell' Afghanistan - lui va dove la Nato e la nostra santa madre chiesa gli dice di andare.
L'unica cosa che rimane di tutta questa storia è comunque che i nostri sono lì, sperando che i loro generali siano diversi dai nostri politici e che magari mostrino un po' più di attaccamento alla sorte dei nostri soldati, perché sappiamo tutti che in terra afghana l'intelligenza politica non serve a salvarti la vita e la neve comincia a sciogliersi.

Postato da: viaggiatore69 a 17:33 | link | commenti (1)
pensieri, politica, speranza

martedì, 27 marzo 2007

La mia condizione di eremita sociale, mi permette, a volte, di seguire i programmi che la nostra televisione offre al target dei teen-ager.
Ultimamente, mi soffermo su un particolare programma, in onda su MTV verso le 14:00 circa, che ha attratto la mia curiosità e il mio sdegno.
Premesso che parlare di giovani (cos’è giovane e cosa maturo ?) può facilmente far scivolare nel pericoloso terreno del “ai miei tempi”, soprattutto se, chi scrive, si avvicina alla soglia degli anta, ed è per questo che eviterò, per quanto possibile, di esprimere giudizi cercando nel limite della mia scrittura di esporre fatti e punti di vista, angoli di riflessione per cercare di capire.
Lungi da me il voler demonizzare un programma o un’emittente televisiva, ho cercato nel mio piccolo di immedesimarmi in un tipico ragazzo sedicenne che finita la scuola, si siede al tavolo e consuma il suo pasto in compagnia dell’amata/odiata baby sitter tecnologica…. Il televisore.
Cerco di immaginarmi il contesto familiare in cui il nostro teen-ager italiano vive, un universo diametralmente opposto alla mondo “mulino bianco” che il marketing ci propone come modello di famiglia italiana.
Dovendo quindi scegliere un modello di famiglia tipico, ho preferito attingere alla realtà delle nostre periferie, centro e cuore della società attuale.
Un padre gran lavoratore che esce alla mattina presto e rientra alla sera tardi per 1.300 euro al mese, una madre che per scelta o ricatto a rinunciato al suo lavoro per accudire i suo figli, una casa in affitto da 600 euro al mese.
Il nostro ragazzo frequenta un istituto tecnico vicino casa, ama uscire con gli amici, andare per locali e soprattutto ama innamorarsi, ama amare e l’essere amato, con quell’incoscienza e semplicità che solo a sedici anni l’amore può donare.
Tra qualche mese sarà il suo compleanno e passa i giorni ad immaginarsi il giorno della sua festa quando, re del suo giorno, forse troverà il coraggio di dichiararsi a Laura della III C, la più bella e corteggiata della scuola.
Assorto nei suoi sogni, il nostro ragazzo è lì che consuma il suo pasto fantasticando sul suo futuro da principe, amatamente cullato dalla musica di MTV quando inizia il nostro famoso programma.
“I miei sedici anni” si intitola o dovrebbe intitolarsi, non ricordo bene, ma il senso è questo: una o un teen-ager americano organizzano, ripresi dalle telecamere di MTV, la loro festa di compleanno.
Si sa, in molti stati americani, questo è un evento, un passaggio di ruolo nella società americana che da noi può assomigliare ai nostri 18 anni.
Il nostro lui smette per un attimo di fantasticare e di mangiare e si sofferma a guardare il programma. Sorride pensando alla coincidenza, sognando per un attimo “quanto sarebbe figo il mio compleanno in televisione” e inizia a gustarsi la scena, in un transfert tra la sua vita e quella dei personaggi le cui vite scorrono sullo schermo, vite apparentemente così distanti ma visceralmente unite, perché i sentimenti, le emozioni e le paure a sedici anni, i turbamenti tipici di quest’età del cambiamento, accomunano tutti i nostri ragazzi.
Nella puntata odierna ci sono Kelly ed Elly, due tipiche ragazze americane, intente a preparare la loro festa dei sedici anni. Si parte dall’intervista alle ragazze in cui vengono svelate la loro lunga amicizia e lo loro aspettative per una festa che tutti si ricorderanno.
Si mostra la loro riunione familiare quando espongono le idee alle loro mamme, chiedendo il permesso e un budget per l’organizzazione, a cui le mamme solerti rispondono, non imponendo un limite alla spesa a patto che la festa abbia anche un significato benefico in modo da educare le ragazze al valore ed il rispetto dei soldi e ad aiutare chi è meno fortunato.
Si susseguono una serie di immagini in cui comprano vestiti, in cui Kelly compra circa 194.000 dollari di collane e orecchini. Vengono mostrate l’imbarazzo di Kelly nel guidare una macchina da 495.000 dollari affittata per accompagnare alla festa e la paura di Helly costretta a farsi trasportare da una che in une mese di patente ha già fatto 5 incidenti.
Si vedono tante cose, quando affittano due band famose per suonare alla loro festa, quando provano i cocktail rigorosamente analcolici che verranno serviti alla festa.
Si vedono tante cose, si vedono anche i 50.000 dollari raccolti per i bambini dell’ospedale Sant Paul.
Si vedono tante cose.
In altre puntate hanno fatto vedere feste costate 300.000 dollari, auto da 75.000 dollari regalate ai festeggiati.
Si sono visti la Kelly e la Helly di turno partire alla volta di Parigi per fare shopping, per poi tornare a mani vuote deluse per il non aver trovato niente di adatto.
Si vedono tante cose, MTV ci mostra uno spettacolo magnifico, un mondo di cui tanti vorrebbero fare parte, ma che sappiamo essere riservato ad una casta che non è la nostra, ad un mondo, ad un universo talmente lontano dalle nostre vite, che il solo vederlo, il solo sapere che esiste non può che farci rabbia e invidia, come quella rabbia e quell’invidia che semplicemente oggi MTV ci ha mostrato e fatto nostra, nelle parole di quel ragazzo, invitato alla festa, che sorridente ma malinconico rivela : “Una festa bellissima, la più bella alla quale abbia mai partecipato… magari i miei mi volessero bene così…”
Che aggiungere, se non auguri padri, auguri madri, e soprattutto ragazzi. Io vi auguro con tutto il cuore che un giorno anche voi forse, avrete quelle possibilità, ma attenti, la realtà purtroppo è tutta un'altra cosa.
E sì, cara MTV, la realtà è tutta un’altra cosa, le nostre vite, le nostre storie, le nostre emozioni, non le troverai mai scritte nei tanti e tanti documenti e questionari e ricerche di mercato che consulti e ostenti quando decidi di fare un programma.
Noi, a dirti la verità, ne avremmo fatto a meno, già è tanto difficile far capire ai nostri ragazzi la difficoltà della vita e tu gli uccidi la voglia di sognare, mostrando una realtà, che in cuor loro sanno di non poter avere.
Come si può sentire un ragazzo che litiga con il padre per un paio di jeans firmati, che gli consentirebbero di sentirsi accettato in un mondo che impone di essere “in”?
Con quali occhi pensi che guarderà suo padre?
Con quali occhi giudicherà la società in cui vive?
Con quali sentimenti affronterà questo mondo?
Quante domande, quante poche risposte, certo una cosa è sicura: speriamo che a rispondere non sia un altro programma di MTV.
 
 

Postato da: viaggiatore69 a 17:26 | link | commenti (2)
pensieri, politica, speranza, morale

mercoledì, 07 dicembre 2005

La formica e la cicala

(dedicato all'onorevole Follini)

Era un giorno di novembre, pioveva. La vita all'interno del formicaio proseguiva operosa, come sempre, non curante del gelo che imperversava fuori dal loro nido.

Si erano preparate a questo, lavorando tutta un'estate a ritmi massacranti per la paura di non fare in tempo, di non essere pronte per l'arrivo dell'inverno.

Perché lo sapevano oramai da tanto tempo, non importa quanto caldo può fare in estate e quanto cibo si possa trovare in giro, prima o poi arriva l'inverno e se non sei pronto, sei morto.

E allora giù, lavora, lavora, fatica, fatica, coordina, coopera, tira trascina, spingi. Tutto il giorno cosi, fino a morirci sotto, che quando torni a casa sei uno straccio.

Ma non conta, l'importante è accumulare, prepararsi all'inverno e non importa se poi tu personalmente non lo vedrai, perché ci sei rimasto sotto a quel lavoro, non importa, la società andrà avanti, mangeranno i tuoi figli, tua moglie e continueranno a lavorare come sempre, per ripetere il ciclo.

Però che soddisfazione, in questo giorno piovoso di novembre, in fondo tutta questa fatica ne valeva la pena, ora stai qua, chiuso nel tuo caldo formicaio con la pancia piena e la cantina rifornita, il televisore al plasma e il caminetto acceso che ti scalda mentre ti godi la noia fregandotene del gelo che fa fuori.Ma la caratteristica dei giorni piovosi di novembre è quella che c'è sempre qualcuno che bussa ad una porta.E questo giorno, questo mese, piovoso, questo formicaio, non poteva sfuggire a tale legge. La formichina, lo sapeva bene. Sapeva che ad ogni inverno, qualcuno bussa alla sua porta, ma anche in questo si era preparata.Negli anni aveva imparato che chi bussa a una porta in un freddo e piovoso giorno di novembre altro non cerca che un po’ di calore dal gelo che fa fuori.Si, è vero, a volte, oltre al calore, taluni cercavano anche qualcosa da mangiare e non mancava occasione che cercassero di approfittare delle dispense cosi faticosamente accumulate. Ma la formichina negli anni aveva imparato che l’inverno e la fame vanno di pari passo, quasi come novembre e i giorni di pioggia, da sempre inesorabili compagni.

Anno dopo anno erano passati un po’ tutti a chiedere ospitalità, a bussare a quella porta, ma anno dopo anno la formichina aveva imparato ad affrontarli.

Il calore del formicaio e l’abbondanza delle dispense erano frutto di un duro lavoro e non poteva essere spartito con chi quel lavoro non l’aveva eseguito.

Aveva visto, negli anni, api operose venire a pregarle per un po’ di cibo, farfalle imbellettate, scarabei saltimbanchi, millepiedi nevrotici, tutti a bussare.

Senti che casino che fanno. Ma basta, andate a casa, quì non c’è niente per voi, che ognuno badi a se stesso, no tu no farfallina, tu aspetta, che qualcosa per una bella farfallina c’è sempre, che non sia mai si dica che in questo formicaio manca l’ospitalità e non ci si prodiga verso chi a bisogno.

Negli anni, erano passati tutti, ma proprio tutti. Ma ormai era diventata un abitudine e per la formichina, un bel diversivo con cui aspettare la vigilia di natale, con la neve i doni e la cantina gonfia come deve essere un buon formicaio.

Forse è per questo che si dice un gran bene delle formiche, che sono operose, che sono socialmente impegnate, che sono parsimoniose e che in fondo si sanno anche divertire.

E fu in quel momento che qualcuno bussò alla porta.

Novembre

Freddo

Giorno di pioggia

Qualcuno che bussa alla porta.

I segni dell’inverno non cambiano mai

La formichina si alzò ed andò ad aprire.

“Tu, tu proprio tu” sobbalzò non appena aperto.

Con quale faccia, con quale pudore aveva potuto farlo?

In tutti questi anni non era mai successo, una cosa così non si era mai vista.

Una cicala che bussa alla porta di una formica.

Ma dai, ma almeno provate a salvare la faccia, ma siate serie, voi cicale.

Con tutto quello che si dice su di voi, credevamo non veniste più a bussare alla nostra porta.

Sempre là a cantare e a menarcela d’estate e poi d’inverno a mori’ de fame.

Ma con che faccia ti presenti………

“AHOOO! A COSA…” interruppe la cicala.

“Primo: è ora che la fate finita d’anna’ in giro a racconta’ na marea de’ cazzate su come voi siete brave e come noi cicale siamo barbone, che prima de dì certe cose ve dovreste nforma’.

Che poi rovinate ‘a reputazione ae persone. Che lo dovete da di’ che su sta’ cazzo de tera ce semo venute prima noi de voi e , visto che ve damo ‘na cinquantina de mijioni de anni sull’evoluzione, voi, brutte stronze de formiche, c’avete solo da impara’ da noi su come se sta’ ar monno.

Secondo: la dovete fa’ finita de accumula’ tutta sta monnezza ner cortile. SO TRE ANNI CHE L’INVERNO NUN VIE PIU’! E’ novembre, ce so’ 35 gradi all’ombra e stamo tutti a fa’ surf sulla spiaggia.

E tutta quella puzza de cibo marcio che vjiè dalla vostre cantine nun se po’ più regge.

Tre: AHOOO! SVEJIAAAA, vedete da usci’ ogni tanto dal formicaio…. Che qui fori, er monno, cambia”.

Ogni storia una morale, e anche questa non può non averla.

Qual è ??

Che sia inverno o che sia estate sta sicuro che prima o poi busseranno alla tua porta

Tu aprirai

Ma non sempre potrai richiudere.

 

Postato da: viaggiatore69 a 21:53 | link | commenti (4)
inverno, politica, storie, speranza, novembre, freddo, morale, follini, formica, cicala