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Utente: viaggiatore69
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mercoledì, 28 marzo 2007

Oggi ho voglia di dissertare sull'ennesimo scontro politico avvenuto ieri al senato in merito al rifinanziamento delle missioni dei nostri militari all'estero, ed in particolare del rifinanziamento della nostra missione in Afghanistan.
Cercheremo quest'oggi di dare una lettura degli avvenimenti accaduti seguendo un punto di vista particolare e partendo da una premessa fondamentale: a nessun partito e a nessun politico frega qualche cosa della politica estera in generale, dell' Afghanistan e della sorte dei nostri militari in particolare.
Mi si obietterà che questo è un punto di vista con premesse populiste e demagogiche, ma da un'attenta analisi dei fatti e con una corretta intelligenza politica (o capacità di leggere gli atti politici) non si potrà che evidenziare il fatto che, in fin dei conti, le premesse da cui siamo partiti non sono poi cosi ipoteticamente lontane da quella che può essere la realtà.
Portiamo ad esempio la votazione di ieri. Come tutti voi sapete (o dovreste sapere) attualmente il nostro sistema politico (detto bipolare) di divide in due schieramenti: centro-destra e centro-sinistra.
Penso sappiate le varie composizioni dei due schieramenti, così come penso conosciate le differenti posizioni degli schieramenti e al loro interno delle varie correnti politiche, riguardo il tema degli interventi militari e della guerra in particolare, quindi eviterò di ripeterli in questa sede, chi non conosce i fatti in oggetto è il caso che inizi a leggere un giornale ogni tanto.
Il fatto politicamente rilevante di ieri è stato che - dopo giorni in cui l'attuale compagine governativa contava e ricontava le sue truppe al fine di raggiungere il quorum senza necessità di appoggi esterni e scongiurando il pericolo dei famosi dissidendi, e dopo giorni in cui l'opposizione si  dilaniava tra chi voleva cogliere il momento per far cadere il governo e chi invece delineava altre strategie politiche per ottenere il medesimo fine, ma salvaguardando l'onore e il rispetto dovuto ai nostri militari, uomini, che lo stesso centro-destra aveva provveduto a spedire in Afghanistan - alla fine si è arrivati al voto.
Il governo non è caduto, i dissidenti ci sono stati ma non hanno procurato danni gravi, la sinistra radicale ha a malincuore accettato il rifinanziamento al grido di "tutto ma mai più il centro destra al potere", l'opposizione si è spaccata, Casini leader dell'UDC vota con la compagine governativa e abbandona Lega, Forza Italia e Alleanza nazionale che si astengono quindi, come da regolamento del senato, votano contro. Tralasciando dal nostro discorso la lega, che ha sempre votato contro e che in fondo dell'esercito in quanto italiano, non è che se ne preoccupa molto, vediamo cosa è successo nel particolare nella giornata di ieri.
Forza italia e Alleanza nazionale, da sempre a favore dei militari e di ogni intervento gli amici americani ci chiedono di fare, la nostra destra, di cui ancora oggi ricordiamo gli slogan di quando ancora si chiamava MSI, ieri ha praticamente votato contro una missione militare, arroccandosi dietro la posizione della sicurezza delle nostre truppe, sicurezza che in ogni modo per loro, il governo Prodi non riuscirebbe a garantire. Già presi dallo sgomento per tale novità politica, ci voltiamo verso l'altra ala del senato e vediamo che la sinistra radicale vota a favore del rifinanziamento, la stessa sinistra di cui ancora oggi ricordiamo gli slogan declamati in piazza per la pace e contro la guerra.
E' a questo punto che dentro di me nasce un pensiero. Certo, la mia privilegiata vita da eremita sociale mi permette di divagare, teorizzare, immaginare realtà fantapolitiche improbabili, ma inutilmente, nonostante i numerosi tentativi di censurare la mia mente il pensiero nascente prendeva piano piano forma.
Ma se la sinistra radicale avesse votato contro, cosa sarebbe successo? Provo a fare velocemente due calcoli, il rifinanziamento è passato con 180 sì, 132 no e 2 astenuti, se non sbaglio Rifondazione ha al senato 27 seggi, mh... 11 tra comunisti italiani e verdi... 2 + 2 fa 4... e i nostri ragazzi sarebbero tornati a casa, nonostante l'intervento di Casini (e di nostra madre chiesa).
Certo la mia è fanta-politica, la sinistra radicale che vota con gli ex-fascisti e parte degli ex-democristiani e craxiani, che vota contro un governo amico di cui fa parte e di cui sarebbe causa della caduta e tutto per far finire una guerra.
Politicamente sappiamo tutti che sarebbe una pazzia, un suicido politico, per una nobile causa certo, ma sarebbe una vittoria di pirro. Quindi tranquilli compagni, siamo tutti amaramente coscienti delle nostre percentuali, quindi allunghiamo gli orizzonti, alziamo gli sguardi e cerchiamo di andare avanti. I militari - da parte mia - rimangono sempre dei lavoratori con madri figli e sorelle che aspettano che i loro cari ritornino sani e salvi dal lavoro, e non vorrei mai ritrovare i loro nomi nella lunga lista che ogni giorno ci tocca aggiornare riguardo le famose morti bianche. Parliamoci chiaro, lo stato, cioè noi paghiamo della gente perché esegua, anche al costo della propria vita, gli ordini che gli diamo, quindi non confondiamo tra un lavoratore subordinato e chi invece ordina.
Comunque tra noi bisogna essere chiari compagni, avremo potuto farli tornare e per tornaconto politico non l'abbiamo fatto.
Così come non siamo stati sorpresi dall'avvicinamento di Casini, sappiamo che non l'ha fatto per noi, non possiamo non dirci sorpresi dal comportamento di Forza Italia e Alleanza Nazionale.
Mi si dirà che è un errore politico, un maldestro tentativo di far cadere il governo, tentativo magari fallito dalla defezione di Casini. Ma tutti sappiamo che non è così. Se li so fare io i conti, li sanno fare anche Berlusconi e Fini, di questo ne sono sicuro, così come sono sicuro che c'è un tentativo in atto di far cadere il governo sulla questione Afghanistan, ma di certo non al senato e né nella giornata di ieri.
In fondo, in quella terra lontana, l'inverno sta passando, gli animi si stanno scaldando, i ribelli si stanno riorganizzando e i nostri generali si stanno preoccupando. E qui che il mio pensiero si fa drammatico: se in quello scenario così caotico dovesse succedere il peggio? Sento già i telepredicatori adulare le folle al grido di "l'avevamo detto noi che non era sicuro e dovevamo ritirarci".
Ci troveremo allora nella kafkiana situazione di una sinistra radicale pacifista accusata dalla destra (che noi consideriamo guerrafondaia) e che da sempre ha combattuto per finanziare le nostre missioni militari, di aver contribuito alla morte dei nostri ragazzi.
In questo scenario naturalmente al centro si ricombatterebbe dietro lo scudo del ricatto degli estremi, Berlusconi ne uscirebbe appagato, Prodi distrutto e il Paese ritroverebbe la vera e vecchia DC.
A questo punto mi si potrebbe obiettare che ancora non ho chiarito la mia provocatoria premessa iniziale: "a nessuno frega niente dell' Afghanistan", ma se ancora avete qualche dubbio in merito forse non ho esposto chiaramente i fatti.
Quindi cercherò di ricapitolare in poche righe: la sinistra-radicale non vuole gli interventi militari ma non la ferma, la destra vuole gli interventi militari ma vota per fermarli anche sapendo che non potrà aver successo e il centro naturalmente - troppo impegnato a capire su quale poltrona dovrà sedersi per potersi preoccupare dell' Afghanistan - lui va dove la Nato e la nostra santa madre chiesa gli dice di andare.
L'unica cosa che rimane di tutta questa storia è comunque che i nostri sono lì, sperando che i loro generali siano diversi dai nostri politici e che magari mostrino un po' più di attaccamento alla sorte dei nostri soldati, perché sappiamo tutti che in terra afghana l'intelligenza politica non serve a salvarti la vita e la neve comincia a sciogliersi.

Postato da: viaggiatore69 a 17:33 | link | commenti (1)
pensieri, politica, speranza


Commenti
#1    16 Luglio 2007 - 23:38
 
un saluto veloce al viaggiatore :-)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente DjeaVanessa

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