Il viaggiatore attento sa che la mappa che possiede è solo una rappresentazione parziale del mondo che lo circonda.
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Sono
sono il niente, il nulla
la moltitudine della massa
la solitudine del singolo
sono un numero, una sigla
un dubbio, un perché
sono uno specchio che riflette
l'immagine di altri
sono l'acqua di un lago di montagna
una nuvola che gioca con il vento
sono una stella, sono la notte
la vittima e il carnefice
l'uomo e il dio
il tutto e il niente
sono quello che vedono i tuoi occhi
e quello che non vedono
io sono pensiero.
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SCIVOLARE
silenziosamente scivola
musica intorno
s'accompagna ai miei pensieri
che vagano vagano
continuamente girano
e volano e cadono
liberamente scivolano
musica intorno
s'accompagna ai miei pensieri
come un lungo ritmato
giro di basso
che si interrompe
per poi ricominciare
andare tornare
e ancora scivolare
fino a dove ?
scivolare
scivolare
giù giù fino alle fine
dei mie pensieri
fino alla fine di questa musica
lentamente
infine
scivolare
per poi ricominciare
Pensiero del giorno :
Oggi ho ri-sentito Vasco, nell'ordine :
-Silvia-Albachiara-bollicine-ogni volta-stupido hotel-ti voglio bene-una canzone per te-Sally..............e mi sono tornati in mente i miei vent'anni.......
e mi domando ????
perchè l'amore dei vent'anni non è come quello dei trent'anni ?
e mi sorge un dubbio ????
e a quaranta ?? e a cinquanta???
che ci aspetta ???
morale del giorno : Mai ascoltare Vasco Rossi in un pomeriggio pre-natalizio, sopratutto se non hai più vent'anni.
Aggiornamento :
Scarico Ipod, collego le cuffie e mi collego a una radio che trasmette solo musica trance......, alzo il volume, V. mi guarda storto, ed inizio a ballare......
s'è c'è una cosa a cui non so resistere, è lei, questa maledetta trance.... mi devo muovere assolutissimamente.
Almeno dimentico Vasco.................................................
come sono idiota certi giorni :)
zump zump zump zump
Ok.... mi sforzo..... sto qui e scrivo......sì, qualcosa scrivo.......sì, eccolo eccolo, sento che arriva.......
niente da fare....oggi buio più completo.... saranno le vacanze di natale che mi stressano.
Negli ultimi tre giorni ho finalmente capito il perché del mio percorso interiore, il perché degli anni passati in palestra a meditare......
era per prepararmi, ora lo capisco, anni di studio per poter poi affrontare il traffico di Roma pre-natalizio.
Ultimi tre giorni passati in macchina bloccato dal "traffico da panico del regalo dimenticato".
Ce l'avevo quasi fatta, il mio zen e la mia calma sembravano aver preso il controllo della situazione e mi sentivo immune da tutto quel bordello di lamiere inesorabilmente ferme.
Ma non avevo considerato l'incognita tangenziale...... Il mio spirito era pronto per una simile sfida? E sopratutto: ne sarei uscito indenne? Prendere la tangenziale alle 16.30 del 21 Dicembre cercando di uscirne integro, calmo e rilassato.....
La prima ora la passo camminando a passo di neonato insieme a tutte le altre macchine, lo scenario è terrificante, si vede un'unica lunga fila di veicoli bloccati, gente che si butta a sinistra, altri provenienti dalle vie laterali che cercano di sfondare e prendere il controllo della strada. Orde di motorini mi sfrecciano accanto, mentre un'ambulanza rimane 40 minuti bloccata ad un semaforo ed è li che penso : "Che sfiga sentirsi male a Natale, si rischia di morire nel traffico".
Ma sono ancora calmo, tranquillo, rilassato. Non cedo alle provocazioni, stò lì tranquillo, aspetto, faccio passare, do la precedenza, rallento, faccio di tutto pur di stare calmo, so che prima o poi tutto questo passerà e finalmente raggiungerò casa.
Tra me e me credo che la maggior parte degli ingorghi siano causati dagli stessi guidatori nel vano tentativo di aprirsi un varco e di conquistare un metro rispetto al veicolo che li precede.
Ma oggi tutto questo non mi tocca, una volta mi facevano arrabbiare tutti quei pseudo furbetti che ti sorpassano sulla corsia di emergenza, quelli che sfrecciano a 180 sul raccordo e si incazzano se non ti sbrighi a farli passare, insomma tutti quelli che guidano infischiandosene degli altri.
Ma oggi no, sopporterò tutti i soprusi in nome della calma e della tranquillità, che mica si può stare sempre incazzati col mondo.....
Altra mezzora fermi, ho un pullman davanti che non riesce a immettersi perché una demente nel tentativo di aggirare la colonna, ha bloccato tutto.
Io guardo l'autista del pullman dal basso, lui mi guarda dal basso, ho capito...qui non ci muoviamo.
Uso la mia macchina come un blocco per fermare la fila, l'autista del pullman mi capisce al volo e con una manovra leggera conquista metri vitali..dai che forse ci sblocchiamo....
Continuo l'opera di sbarramento. Ok siamo fermi come prima ma almeno cosi c'è una speranza, la gente dietro di me capisce e non suona, l'autista continua a guadagnare metri...dai che ne usciamo indenni....
Sono due ore che sto in macchina, la stanchezza si fa sentire, prima-folle, prima-folle, freno-gas-prima-folle-freno, calmo stai calmo è quasi finita....
Dallo specchietto vedo avvicinarsi da lontano una station-wagon che corre in corsia di emergenza... noi tutti fermi e lui che ci sfreccia accanto
Ma la sua corsa finisce ben presto, il pullman blocca tutto, anche la corsia d'emergenza :)
Grazie Dio.. penso tra me e me, mentre l'idiota in station-wagon mi si ferma accanto e piano piano lemme lemme, tenta di mettere il muso tra la mia macchinetta e il culo del pullmam che ormai si è scastrato , sempre fermo, ma almeno allineato .
Ora io dico, stiamo qui tutti fermi da due ore, tutti zitti, tutti buoni in attesa che sto maledetto pullman riparta.... e tu arrivi bello bello, fresco fresco, sorpassi tutti ed hai anche la pretesa che io ti faccia rientrare.....
Ma mentre io penso lui tenta un'azione diversiva e cerca di rimettere il suo sporco muso tra la mia macchina e il pullmann
CAZZO 'ffanculo la calma, quel culo di pullmann è mioooooooooooooooooooooooooooo, è mio , è mio, è mioooooooooooooooooooooooo
E gli rinfilo il mio muso davanti cogliendo l'occasione di guardare in faccia lo stationwagon-idiota-guidatore.
Non faccio in tempo a vederlo, con una sgommata il verme ha approfittato della mia distrazione è mia ha rimesso il muso davanti.......e quasi mi prende nel tentativo di inserirsi prepotentemente tra me è il mio amato pullman.
Sbrocco, sì, così io sbrocco, questa è una cosa che mi fa sbroccare....sì lo so non dovrei ma è più forte di me,
è un secondo, ingrano la prima, sterzo contro sterzo, freno, il mio muso davanti al suo.... ora ci troviamo faccia faccia idiota di uno stationwaghista.....
Mi trovo d'avanti una faccia incarognita con l'espressione di chi sta pensando...."guarda 'sto stronzo che non mi fa passare"
Il problema è che lui ha una faccia da rappresentante represso io da delinquente mancato.
Non dico una parola, porto il mio indice al naso e gli indico di fare silenzio, gli indico il suo muso e di non muoversi, congiungo le mani e gli sillabo: "falla finita".
La sue espressione è cambiata, si è levato il ghigno cattivo dalla faccia, alza le mani in segno di scusa e si ferma aspettando il suo turno per entrare.....
Sì, lo so, mi capita spesso, merito della faccia penso, mi vedono e non so perché non so per come cambiano atteggiamento
sì, lo so , potevo evitare.... ma se c'è una cosa che non sopporto sono le prepotenze soprattutto durante il traffico natalizio
e se al posto mio non c'ero io come sarebbe cambiata la cosa ?
Faccio bene, faccio male... beh intanto faccio............
Morale: fai lo stronzo in macchina, fai lo stronzo ....vedrai che prima o poi qualcuno ti guarisce...............
Cos'è L'HARA
Mi sembrava doveroso dare una piccola spiegazione del significato del termine Hara. Chi mi conosce sà del mio amore per il kara-te (mmmm HARA, KARA ) e quindi la mia naturale predisposizione per lo zen.
Ora cercare di descrivere l'hara in poche parole mi viene in mente solo una cosa :
Respirate ragazzi respirate
Si lo so, lo so, in fondo chi non lo fa ? ed è proprio qui la riflessione.... a tutti noi hanno insegnato come si mangia, come si cammina, come si parla e come si ascolta, epppure molti di noi non sanno mangiare altri non sanno bere alcuni non sanno parlare e molti non sanno ascoltare...
Siamo proprio convinti di saper respirare ?? o meglio : siamo veramente consapevoli del nostro respirare ??
Segue per chi fosse intreressato una breve descrizione dell'HARA nella tradizione ZEN
Termine giapponese che indica la zona della parte inferiore dell’addome che costituisce il centro di gravità del corpo umano. Nello zazen diventa un centro di consapevolezza.termine giapponese che indica la zona della parte inferiore dell’addome che costituisce il centro di gravità del corpo umano. Nello zazen diventa un centro di consapevolezza.
.....centro misterioso che viene localizzato nella parte inferiore del corpo ma che non coincide con quello che lo Yoga indù situa alla base della colonna vertebrale e concepisce come sede del "potere del serpente", sebbene anche l'hara venga associato ad una forza quasi sovrasensibile che renderebbe capaci di prestazioni eccezionali. Nel libro si parla anche della scoperta del vero centro del proprio essere nel quale l'individuo è in contatto con l'"Originario", e di uno spostamento della coscienza dell'Io comune in esso. A questo spostamento, da associare ad una nuova costituzione, viene attribuito un modo diverso sia di sentirsi che di agire: una calma distaccata, un'azione precisa, una forza intrepida. In base a detta costituzione, centrata nell'hara ed escludente l'Io comune, si verrebbe a conoscere una specie di spontaneità trascendentale. Nella creazione artistica, nel tiro con l'arco, nella lotta, un'altra forza interviene e porta da sé, quasi magicamente, al risultato e al gesto efficace, spesso andando al di là di quanto è possibile alle facoltà comuni dell'individuo chiuso nel suo lo. Si parla poi di un'impassibilità attiva, non inerte, di fronte ad ogni situazione e alla stessa morte (vengono ricordati i kamikaze, i piloti suicidi della seconda guerra mondiale, capaci di attendere con calma, per settimane e perfino per mesi, l'ordine per il volo senza ritorno). Viene accennato fra l'altro all'ojo, all'ideale di una morte naturale serena e cosciente. D'altra parte, il noto termine hara-kirì ha relazione con l'hara: ci si toglie la vita con un taglio del ventre che tronca la connessione con l'hara.........
P.S Inspiro Espiro, Inspiro Espiro ed è solo l'inizio.
Abbiamo sempre a che fare con "le regole" delle donne. Ecco qui le regole degli uomini.
Queste sono le nostre regole:
(notare che sono tutte numerate "1" DI PROPOSITO!) (ricevuto dal buon Paolo)
1 - Le tette sono fatte per essere guardate ed è per questo che lo facciamo.
Non c'è modo di modificare questo comportamento.
1 - Imparate ad usare la tavoletta del cesso. Siete ragazze robuste: se è su, tiratela giù.
A noi serve su, a voi serve giù. Noi non ci lamentiamo mai quando la lasciate giù.
1 - Domenica = sport. E' un evento naturale come la luna piena o il cambiamento delle maree.
Lasciatelo così.
1 - Fare la spesa NON si può considerare sport.
1 - Piangere è un ricatto.
1 - Se volete qualcosa, chiedetelo. Cerchiamo di essere chiari:
-"Sottili" sottintesi non funzionano.
-"Forti" sottintesi non funzionano.
-"Ovvi" sottintesi non funzionano.
Semplicemente DITELO!
1 - "Sì" e "No" sono risposte perfettamente adeguate a praticamente tutte le domande.
1 - Sottoponeteci un problema solo se vi serve aiuto per risolverlo.
Serviamo a questo. Per la solidarietà ci sono le vostre amiche.
1 - Un mal di testa che dura da 17 mesi è un problema. Fatevi vedere da un medico.
1 - Qualunque cosa abbiamo detto 6 mesi fa non è utilizzabile in una discussione.
Più precisamente: il valore di qualunque affermazione scade dopo 7 giorni.
1 - Se pensate di essere grasse, probabilmente lo siete. Non chiedetecelo.
1 - Se qualcosa che abbiamo detto può essere interpretata in due modi e uno dei due vi fa arrabbiare o vi rende tristi, intendevamo l'altro.
1 - Potete chiederci di "fare qualcosa" o dirci "come volete che sia fatta".
Non tutte e due le cose contemporaneamente. Se poi sapete il modo migliore per farla, potete benissimo farvela da sole.
1 - Quando possibile, parlate durante la pubblicità.
1 - Cristoforo Colombo non aveva bisogno di qualcuno che gli indicasse la rotta. Noi nemmeno.
1 - TUTTI gli uomini vedono in 16 colori, come le impostazioni base di Windows:
-"Pesca", per esempio, è un frutto, non un colore. Anche "melone" è un frutto.
-"Malva" non abbiamo la più pallida idea di cosa sia.
1 - Se prude, grattatevi. Noi facciamo così.
1 - Se chiediamo cosa c'è che non va e voi rispondete "niente", ci comporteremo esattamente come se non ci fosse nulla che non va. Sappiamo perfettamente che state mentendo, ma così ci risparmiamo un sacco di
fastidi.
1 - Se ponete una domanda a cui non volete una risposta, aspettatevi una risposta che non volevate sentire.
1 - Quando dobbiamo andare da qualche parte, tutto quello che indossate è bellissimo. Davvero!
1 - Non domandateci mai a cosa stiamo pensando, a meno che non siate pronte
a sostenere un dialogo su:
- sesso,
- sport,
- automobili.
1 - I vestiti che avete sono più che sufficienti.
1 - Le scarpe, invece, sono troppe.
1 - Noi siamo perfettamente in forma: "tondo" è una forma.
Grazie per aver letto queste regole. Sì, lo so, stanotte dormirò sul divano.
Ma a noi uomini non importa: è un po' come andare al campeggio...

dal manuale del perfetto celerino :
"Come riconoscere un anarchico-insurrezionalista-comunista-bolscevico-marxista leninista durante una carica :
1) primo chiedere cortesemente
2) nel dubbio manganellare pesantemente nella zona occipitale del sospetto.
3) verificare attentamente la fuoriuscita di sangue
se è rosso ... bersaglio colpito.. il sospetto è sicuramente un pericolo eversista dell'area antagonista della sinistra radicale o al minino un vichingo bolscevico sceso dai fiordi per rompere i coglioni
se al contrario durante la verifica la parte occipitale del sospettato reaggisce emettendo un suono secco e vuoto e non vi è fuoriuscita di sangue.... azz hai colpito un collega"
dal manuale del perfetto anarchico-insurrezionalista-comunista-bolscevico-marxista leninista
"Come riconoscere un celerino durante una carica :
L'unico che in mezzo a quel casino ti corre dietro con un manganello in mano gridando sporco anarchico-insurrezionalista-comunista-bolscevico-marxista leninista nonostante tu continui a chiederti chi cazzo siano sti anarchico-insurrezionalista-comunista-bolscevico-marxista leninista
e sopratutto che cazzo gli avranno mai fatto a sto celerino ?
La formica e la cicala
(dedicato all'onorevole Follini)
Era un giorno di novembre, pioveva. La vita all'interno del formicaio proseguiva operosa, come sempre, non curante del gelo che imperversava fuori dal loro nido.
Si erano preparate a questo, lavorando tutta un'estate a ritmi massacranti per la paura di non fare in tempo, di non essere pronte per l'arrivo dell'inverno.
Perché lo sapevano oramai da tanto tempo, non importa quanto caldo può fare in estate e quanto cibo si possa trovare in giro, prima o poi arriva l'inverno e se non sei pronto, sei morto.
E allora giù, lavora, lavora, fatica, fatica, coordina, coopera, tira trascina, spingi. Tutto il giorno cosi, fino a morirci sotto, che quando torni a casa sei uno straccio.
Ma non conta, l'importante è accumulare, prepararsi all'inverno e non importa se poi tu personalmente non lo vedrai, perché ci sei rimasto sotto a quel lavoro, non importa, la società andrà avanti, mangeranno i tuoi figli, tua moglie e continueranno a lavorare come sempre, per ripetere il ciclo.
Però che soddisfazione, in questo giorno piovoso di novembre, in fondo tutta questa fatica ne valeva la pena, ora stai qua, chiuso nel tuo caldo formicaio con la pancia piena e la cantina rifornita, il televisore al plasma e il caminetto acceso che ti scalda mentre ti godi la noia fregandotene del gelo che fa fuori.Ma la caratteristica dei giorni piovosi di novembre è quella che c'è sempre qualcuno che bussa ad una porta.E questo giorno, questo mese, piovoso, questo formicaio, non poteva sfuggire a tale legge. La formichina, lo sapeva bene. Sapeva che ad ogni inverno, qualcuno bussa alla sua porta, ma anche in questo si era preparata.Negli anni aveva imparato che chi bussa a una porta in un freddo e piovoso giorno di novembre altro non cerca che un po’ di calore dal gelo che fa fuori.Si, è vero, a volte, oltre al calore, taluni cercavano anche qualcosa da mangiare e non mancava occasione che cercassero di approfittare delle dispense cosi faticosamente accumulate. Ma la formichina negli anni aveva imparato che l’inverno e la fame vanno di pari passo, quasi come novembre e i giorni di pioggia, da sempre inesorabili compagni.
Anno dopo anno erano passati un po’ tutti a chiedere ospitalità, a bussare a quella porta, ma anno dopo anno la formichina aveva imparato ad affrontarli.
Il calore del formicaio e l’abbondanza delle dispense erano frutto di un duro lavoro e non poteva essere spartito con chi quel lavoro non l’aveva eseguito.
Aveva visto, negli anni, api operose venire a pregarle per un po’ di cibo, farfalle imbellettate, scarabei saltimbanchi, millepiedi nevrotici, tutti a bussare.
Senti che casino che fanno. Ma basta, andate a casa, quì non c’è niente per voi, che ognuno badi a se stesso, no tu no farfallina, tu aspetta, che qualcosa per una bella farfallina c’è sempre, che non sia mai si dica che in questo formicaio manca l’ospitalità e non ci si prodiga verso chi a bisogno.
Negli anni, erano passati tutti, ma proprio tutti. Ma ormai era diventata un abitudine e per la formichina, un bel diversivo con cui aspettare la vigilia di natale, con la neve i doni e la cantina gonfia come deve essere un buon formicaio.
Forse è per questo che si dice un gran bene delle formiche, che sono operose, che sono socialmente impegnate, che sono parsimoniose e che in fondo si sanno anche divertire.
E fu in quel momento che qualcuno bussò alla porta.
Novembre
Freddo
Giorno di pioggia
Qualcuno che bussa alla porta.
I segni dell’inverno non cambiano mai
La formichina si alzò ed andò ad aprire.
“Tu, tu proprio tu” sobbalzò non appena aperto.
Con quale faccia, con quale pudore aveva potuto farlo?
In tutti questi anni non era mai successo, una cosa così non si era mai vista.
Una cicala che bussa alla porta di una formica.
Ma dai, ma almeno provate a salvare la faccia, ma siate serie, voi cicale.
Con tutto quello che si dice su di voi, credevamo non veniste più a bussare alla nostra porta.
Sempre là a cantare e a menarcela d’estate e poi d’inverno a mori’ de fame.
Ma con che faccia ti presenti………
“AHOOO! A COSA…” interruppe la cicala.
“Primo: è ora che la fate finita d’anna’ in giro a racconta’ na marea de’ cazzate su come voi siete brave e come noi cicale siamo barbone, che prima de dì certe cose ve dovreste nforma’.
Che poi rovinate ‘a reputazione ae persone. Che lo dovete da di’ che su sta’ cazzo de tera ce semo venute prima noi de voi e , visto che ve damo ‘na cinquantina de mijioni de anni sull’evoluzione, voi, brutte stronze de formiche, c’avete solo da impara’ da noi su come se sta’ ar monno.
Secondo: la dovete fa’ finita de accumula’ tutta sta monnezza ner cortile. SO TRE ANNI CHE L’INVERNO NUN VIE PIU’! E’ novembre, ce so’ 35 gradi all’ombra e stamo tutti a fa’ surf sulla spiaggia.
E tutta quella puzza de cibo marcio che vjiè dalla vostre cantine nun se po’ più regge.
Tre: AHOOO! SVEJIAAAA, vedete da usci’ ogni tanto dal formicaio…. Che qui fori, er monno, cambia”.
Ogni storia una morale, e anche questa non può non averla.
Qual è ??
Che sia inverno o che sia estate sta sicuro che prima o poi busseranno alla tua porta
Tu aprirai
Ma non sempre potrai richiudere.